Un album di cover è una tappa quasi obbligata nella carriera di un cantante. Tiziano Ferro lo ha sempre saputo. Per anni ha tenuto aperta una cartella sul suo pc con tutte le canzoni (degli altri) che prima o poi, in un modo o nell’altro, avrebbe voluto reinterpretare. Questo disco non era previsto, ha raccontato. Almeno, non ora. Non lo era né nei suoi piani né in quelli del contratto con la casa discografica. “Accetto miracoli”, l’ultimo album di inediti, è uscito appena un anno fa e quest’estate Tiziano, che ha continuato ad estrarre singoli uno dietro l’altro, da “In mezzo a questo inverno” al duetto con Jovanotti su “Balla per me”, passando per “Amici per errore”, avrebbe dovuto portarlo in tour negli stadi italiani. La pandemia ha fatto slittare tutto al 2021. Nel frattempo è arrivata l’esperienza di Sanremo 2020: ospite fisso di tutte e cinque le serate del Festival condotto da Amadeus (e Fiorello), Ferro ha omaggiato sul palco dell’Ariston alcuni dei brani più significativi della storia della manifestazione, i loro interpreti originali e i loro autori, da “Nel blu dipinto di blu” a “Portami a ballare”, passando per “Almeno tu nell’universo” e “Perdere l’amore” (in duetto con Massimo Ranieri). Un terzo dell’album era praticamente già pronto. Le altre idee c’erano. Perché, allora, non completarlo? Lo ha fatto la scorsa primavera a Los Angeles, dove il cantautore vive dal 2016, chiuso in casa a causa del lockdown, proponendo poi il progetto bell’e fatto alla discografica. “Accetto miracoli” è così diventato un doppio album che contiene, oltre a quello uscito l’anno scorso, un secondo disco intitolato “L’esperienza degli altri”.
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domenica, 8 Novembre, 2020 20:14Posted by roa
Tiziano Ferro, stavolta, canta le canzoni degli altri: com’è il disco di cover
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giovedì, 30 Aprile, 2020 20:23Posted by roa
L’ultimo abbraccio al Presidente di Colacem Giovanni Colaiacovo
Comments are closedGubbio, 30 aprile 2020 – Giovanni Colaiacovo, Presidente di Colacem S.p.A. è venuto a mancare ieri pomeriggio all’età di 85 anni. Insieme ai suo fratelli Pasquale, Franco e Carlo ha costruito negli anni un Gruppo attivo nel settore del cemento in Italia e in altri paesi del mondo (Tunisia, Repubblica Dominicana, Albania, Haiti, Spagna, Giamaica), del calcestruzzo in Italia e poi ancora nei trasporti, nelle strutture alberghiere e turistiche, nell’editoria televisiva, nel brokeraggio assicurativo, nello sport con l’autodromo di Misano Adriatico.
E’ stato un imprenditore che ha saputo interpretare con grande coraggio e capacità i mercati, intuendone le esigenze e favorendone i cambiamenti. Insieme ai fratelli ha creato un sodalizio che ha portato una piccola azienda di Gubbio a diventare un importante player dell’industria nazionale e poi internazionale.
Pur concentrato nei numerosi impegni di lavoro, ha mantenuto sempre vivo un legame profondo con Gubbio, la sua amata città, con la comunità eugubina e le sue tradizioni, a cominciare dalla Festa dei Ceri che viveva con grande passione. Ha supportato numerose iniziative culturali e sociali, mostrando sensibilità nei confronti di chi aveva più bisogno.
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